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ilmalfattore

Un nuovo leader per il centro sinistra: Jose Mourinho

diario 25/2/2009

Voglio sottoporvi una piccola riflessione che sorge spontanea a chi come me, segue calcio e politica contemporaneamente.

Alle ultime elezioni votai PD. Alle prossime quasi sicuramente no. Numerose e diverse sono le critiche che vengono mosse a questo partito, ma la cosa che principalmente da fastidio, anche più dell'inciucismo ultra-schietto (pochi giorni fa, ricordiamolo, Ignazio Marino veniva "sostituito" alla commissione Sanità dove si apprestava a difendere un dsegno di legge sensato sul testamento biologico; Cosentino siede tranquillo al suo posto di sottosegretario e sappiamo come ... ecc. ecc.ecc.) è l'impressione che ognuno vada molto più che esplicitamente per i cazzi suoi. C'è la Binetti, c'è Rutelli che chiacchera con Saladino, c'è D'alema e il suo sgherro Latorre. Poi ci sono i Colombo e Marino, ma anche molti altri, che fanno bene il loro lavoro.

Cambio di scena. Per chi legge oggi, le ultime sull'Internazionale F.C. riguardano il sofferto 0-0 nell'andata degli ottavi di Champions League con il Manchester. Ma torniamo a qualche giorno fa. Se il monopolio televisivo Raiset è un fatto, e in fatto di programmi d'attualità Santoro è visto più o meno come il mostro di Firenze da chi è al comando in Rai(set) attualmente (e peggio in futuro) nel calcio il duopolio informativo Juve-Milan è senza confronti. Una settimana fa si è dibattuto all'infinto sul gol di Adriano nel derby. Fallo? No? Tecnicamente, il problema è che nel calcio si ammette l'arbitrio nelle decisioni sui falli di mano. Non è fallo colpire col braccio: è fallo farlo volontariamente. Il giudice sportivo ha graziato Adriano per questo, osservando il goffo tentativo di colpo di testa (a occhi chiusi) del brasiliano. Chiunque può pensare che il gesto del braccio fosse innaturale, il braccio stesso troppo largo ecc. ecc. Ma è un fatto che nelle regole del calcio, come in altri sport, si lascia all'arbitro la valutazione di certi particolari. Il che non crea problemi in altri sport più civili (come il rugby ... ).
In Italia invece, all'approssimarsi del processo a Moggi, tutto fa brodo per invocarne l'assoluzione (e, incidentalmente, infangare i giudici che lo processano: come se il volume di intercettazioni uscite non parlasse più di qualunque condanna penale). Notate iome fenomeni analoghi accadono nel mondo dello sport e della politica. E' quasi naturale che sia così: potere e denaro in Italia sono sempre apparentati (troppo) strettamente e portano a logiche analoghe.

Torniamo a noi. Mentre nell'agone politico, dopo le dimissioni di Veltroni (demenzialmente respinte dal consiglio direttivo PD ... come a dire noi ti scanniamo giorno dopo giorno, ma resta: è il nostro unico passatempo ...) entra in campo l'ormai già celebre "vice disastro" Franceschini. 
Chissà se Franceschini segue il calcio. Si sarebbe accorto che le tv e i giornali processano Adriano per il gol di braccio, ma non Inzaghi che abbatte un difensore prima del gol di Seedorf domenica. Da buon leader PD, direbbe: a criticare questi giornali si rischia l'accusa di "antimilanismo": lasciam perdere. Poi, forse per sbaglio, potrebbe aver sentito parlare Mourinho lunedì. E avrebbe pensato: povero, anche lui ha tutta la stampa contro. Meglio non parli di arbitri, lo accuserebbero di "antimilanismo".

E poi? E poi sarebbe rimasto incuriosito da una serie di misteriose dichiarazioni del tecnico nerazzurro. Che per inciso di chi scrive, che come molti sapranno è un fedelissimo nerazzurro dai tempi di Rumenigge (per questioni anagrafiche ovviamente), è tutto meno che perfetto, le cose migliori ultimamente le fa con la squadra dell'anno passato alla faccia della campagna acquisti dettata nome per nome. Le cose curiose sono le seguenti: dell'Inter parla sempre e solo Mourinho. Alcuni giocatori come il giovane talento Santon hanno il DIVIETO di parlare con la stampa. Il presidente si fa sentire ovviamente, ma ogni tanto.
Mourinho non ha dubbi su quale sia la sua fazione: anzi, incredibile ma vero, spesso "stira" i ragionamenti per i suoi fini. Come i suoi avversari, chi più chi meno. Notate che nessuno dei suoi avversari è accusato di "anti-interismo" (guarda caso, come nel PDL non esiste l'"antiveltronismo" o balle simili). Cioè Mourinho è fazioso: ma guarda un pò, i fatti gli danno ragione, ha vinto tutti gli scontri diretti meno uno ed è in vetta alla classifica. Cioè parla un sacco, ma poi lavora anche.

A questo punto il nostro nuovo segretario PD potrebbe essere in seria difficoltà. Che atteggiamenti simili siano attesi magari anche da un capo partito? E allora potrebbe tirar fuori l'arma "definitiva" per smontare Mourinho e dimostrare che un vero leader del centro sinistra non può comportarsi così. Cioè chiedere a Mourinho cosa risponde a chi accusa Adriano di aver segnato di braccio nel derby. Se ciancia sulla volontarietà  o meno, gli si risponderà che è salottiero e la gente vuole fatti concreti.
Il vero problema è che (come chi segue il calcio sa già) la domanda l'hanno fatta a Mourinho, e anche un sacco di volte. E Mourinho nel rispondere ricorda che i giornalisti sportivi, esattamente come quelli politici (altra analogia) non sono fenomeni: anzi pendono dalle labbra dell'intervistato. E non guardano ai contenuti se non glieli dice l'intevistato medesimo. Quindi cosa risponde?

Risponde: "Ma il gol del Milan all'andata? Il fuorigioco di Kaka?". Panico. Il leader PD segue il servizio e scopre che, imboccati dall'intervistato, i giornalisti (cosiddetti tali) sportivi si ricordano di cosa sta parlando, e vanno a prendere le immagini. Che non risalgono al '52. Ma a sei mesi fa. E dalle immagini non c'è ciancia che tenga: Kaka era infuorigioco sul lancio che poi portò all'azione del gol, con il primo derby della stagione fu perso dall'Inter. E le immagini vanno in onda, e chi segue si domanda: ma perchè di quel fuorigioco si è parlato molto meno del fallo di mano? Mah. Ma se lo domanda.

Al che dubbi terribili potrebbero venire al cosiddetto leader dell'opposizione. Del tipo: opporsi significa anche essere faziosi a volte? Lavorare a volte? Peggio che peggio, opporre fatti alle ciance dell'avversario?

E poi come faccio a dire che non lo faccio per non essere antiberlusconista?


Grazie a chi è arrivato in fondo alla lettura. Era un articolo semiserio. Quanto "semi" e quanto "serio" spero lo diciate voi ...



permalink | inviato da Fab1979 il 25/2/2009 alle 9:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa