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ilmalfattore

Un anno di politica italiana

diario 15/1/2009

Esattamente un anno fa, Clemente Mastella rassegnava le dimissioni da ministro della Giustizia, mettendo in crisi il governo Prodi. Sembra passato un secolo.
Ritengo interessante dire qualche parola sull'anno appena passato. A smentire le consuetudini, la pervicace attaccatura alla poltrona dei politici italiani è per un pò venuta meno; tutto questo ovviamente grazie al sempinterno masochismo della politica italiana.

Mastella era allora al governo, credo il primo caso di ministro della giustizia INDAGATO. Basterebbe questo, purtroppo a un anno di distanza sappiamo molto di più. Asserendo di non essere stato difeso dalla sua fazione politica (che in effetti probabilmente riteneva, fino a quel momento, essere il centro destra, dato il programma portato avanti), cede alla richiesta di tradimento Berlusconiana, lui voltagabbana dell'ultima tornata elettorale. Promessa tradita, ma il governo intanto cade. Solo che anzichè essere politicamente su Marte, oggi Mastella si prepara a tornare. Chi lo accetta di sicuro darà un segnale forte ai propri elettori. Speriamo in bene (cioè che Berlusconi lo ripeschi, dato l'individuo non avrebbe la decenza di rifiutare).

Accanto a lui al governo, Lamberto Dini. Sparito oggi il suo partito, lui è comodomente col PDL in senato. Complimenti, anche perchè NATURALMENTE, chiarezza sul famoso assegno recapitatogli dai berlusconiani non c'è traccia. Anche lui voltagabbana di ritorno, dopo il '96. A ricordare che un poco di "ma anche" c'è sempre stato nel centro-sinistra: "ma anche qualche" truffatore, mica che pensino che noi siamo gli onesti.

Il trio Rifondazione Comunista, Verdi e Comunisti Italiani era allora in posizione di forza, benchè ultraparolaia e inconcludente, nell'Unione. Fausto Bertinotti era allora avviato verso le alte cariche istituzionali dal suo ruolo di presidente della Camera. Arriva la crisi di governo e loro si rimangiano TUTTO dell'esperienza governativa, mentre il subcomandante Fausto, memore dell'ottimo secondo posto alle primarie dell'Unione del 2005, si dimentica delle cariche istituzionali, scende in campo dichiarando di voler riportare la lotta di classe nell'agone politico italiano. Riuscendo a ottenere un terzo dei voti della somma dei partiti della coalizione. Mah. Eppure, nonostante l'attitudine al parlare a vanvera, l'inconcludenza e le idee vetuste, decisivi per la totale debacle "rosse-verde" sono le schegge a sinistra Turigliatto e Ferrando, con Sinistra Critica e il Partito Comunista dei lavoratori: a cosa servano, non è dato saperlo; ma essendo ancora più a sinistra, sono ancora più parolai e inconcludenti, non si sa se anche più inciucisti di Bertinotti tra il '98 e il 2001. Ad ogni modo, con loro la soglia del 4% sarebbe stata teoricamente superata. Oggi rifondazione è ancora nella confusione generale: Niki Vendola, buon amministratore della regione Puglia, forse l'unico poitico che ha qualche ragione (qualche ragione e basta però, e vorrei vederci ben chiaro) nel ritenersi offeso dai libri di Rizzo e Stella, è messo all'angolo e RC ancora in subbuglio, con poche idee ma confuse e ben radicate in testa. Auguri. Gli altri, non pervenuti.

Esisteva poi, un anno fa, la Rosa nel Pugno, seppure in crisi interna nera. I Radicali, mentre il transfuga Capezzone è pronto a imbarcarsi sulla portaerei Berlusconiana (in veste di parafulmine), si accodano al PD. Oggi la loro ultima e più celebre uscita è il sostegno indiscriminato a Riccardo Villari. I socialisti di Boselli corrono da soli alle elezioni: contro la sinistra che non difende Mastella oggi e Craxi ieri, e contro la destra che difende Craxi, ma purtroppo è di destra. Boselli, quando non parla di giustizia, è anche ascoltabile; ma lo fa ormai di rado. Anzi, ormai non lo fa più del tutto, dopo la catastrofe elettorale. Un secolo e qualcosa dopo Turati, va fuori dal parlamento il partito Socialista. Restano purtroppo gli ex socialisti, ben piantati in praticamente tutte le formazioni, a cercare disperatamente di ricordare Craxi e far dimenticare Turati.

L'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro si accoda al PD in continuità conl governo precedente, deprivato per fortuna di Mastella. Coerentemente viene premiato alle elezioni (4,4%). Dopo le elezioni in Abruzzo dove addirittua supera il 15%. Qualcuno nel PD, coerentemente (per il PD) chiede di cacciarlo dalla coalizione.

Il PD era allora sulla cresta dell'onda. Via i partitini (Mastella appena dimesso sembrava il primo segno), via al partito contenitore del centrosinistra. Ma la storia è nota. Il "ma anche" di Crozza diventa il vero motto del partito: dentro tutti, Violante e Rutelli e Binetti e Bonino e Latorre (con Di Pietro alleato). Soprattutto dentro tutti i caporali dei disastri della sinistra recenti. In comando però Veltroni, impallinato dai suoi oltre che ondivago (eufemismo) alla guida. Prodi, l'unico che qualcosa ha fatto, al posto decorativo di Presidente, dopo poco se ne va. E fa bene.
Il PD resta oggettivamente un partito interessante, ma deve decidersi che per essere come il partito democratico americano non basta il nome e il motto: deve decidersi alla democrazia interna, alla trasparenza, a fare primarie vere e così via. Invece Latorre D'Alema e compagnia, per dirne alcuni, sono sempre lì. Se fosse un partito serio, il leader detterebbe la linea politica che, in caso di sconfitta, porterebbe a una qualche dialettica interna ed eventualmente alla sua sostituzione. Insomma, il sogno proibito di milioni di elettori del centro-sinistra. Ostrogoto, per quanti dovrebbero metterlo in pratica.

UDC e Alleanza nazionale un anno fa erano appaiate, più o meno come Radicali e SDI a inizio della legislatura precedente. Nel loro caso, erano appaiate in guerra totale con Berlusconi che aveva portato alla catastrofe il centrodestra. Ancora si ricorda cosa diceva Fini a dicembre 2007.
L'UDC anche al presentarsi della scadenza elettorale è coerente e va da solo: l'antiberlusconismo (guarda un pò) è premiato e oggi mantiene il suo 5% di voti, e la sua presenza in parlamento, unico di fatto a farcela nella trappola mortale del "voto utile". 
Fini compie il mirabile passaggio definito ottimamente da Marco Travaglio: da camerata a cameriere. E i suoi al seguito. Un anno fa ribelle, anzi, a un passo dal "pronunciamento", oggi Fini è trattato come un ritardato da Berlusconi, ad esempio quando ricorda che le leggi il parlamento le fa, non le ratifica. Mentre Gasparri gareggia con Capezzone, nel classico "più realista del re". Nel frattempo Storace e Santanchè, sono in dissenso col partito (e ne avevano ben donde). Escono, ma nessuno si accorge della differenza. Infatti alle elezioni raccolgono ben poco. Alla chetichella tornano all'ovile.

Un anno fa non si sapeva neppure cosa ne sarebbe stato di Forza Italia. Gli arriva Capezzone portavoce, e in effetti, ammesso che a qualcuno del partito interessasse, avrà fatto gli scongiuri. Niente meno. Forza Italia svanisce e al suo posto ecco la PDL. Come Forza Italia, in più i camerieri di AN. Fusione anche indolore: tutti d'accordo, Lui non si discute. La vittoria elettorale arriva e mette d'accordo tutti. Prima i cazzi suoi, poi i nostri, tanto stampa e tv ci coprono. La vera fazione in crisi oggi è la destra, perchè tolto Mr.B, questo partito dura 5 minuti. In tema di struttura è messo ben peggio del PD, ma a loro interessa men che meno.

La Lega Nord, poi. Impassibile, o insensibile, o forse semplicemente non capisce nulla di cosa succede attorno. Ieri come oggi (l'ultimo Espresso parlava di sicurezza e delle proposte sul federalismo ... mmm chissà quanto ancora riescono a tener tutto nascosto). Eppure va alla grande, sebbene sia evidente che è legata a doppio filo al PDL: l'emergenza sicurezza, come tuti sanno fenomeno pressochè solo televisivo, ha pesato alla grande in campagna elettorale, riuscendo perfino a far dimenticare i disastri del 2001-2006. Oggi forte del consenso elettorale sbraita sul federalismo, ed è la maggior speranza del centro sinistra. Nel senso che, con l'opposizione che c'è, può essere il partito a dar maggior fastido a Mr.B nei prossimi mesi. Chissà.

Ci vediamo tra un anno.

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permalink | inviato da Fab1979 il 15/1/2009 alle 12:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa